Nella vicenda regime iraniano vs Twitter temo che si stia sopravvalutando tecnicamente un po’ troppo i social media.
Da un lato l’amministrazione USA ha ammesso di essere in contatto con Twitter e Facebook, probabilmente per chiedergli di non effettuare i periodici aggiornamenti (con relativa sospensione) del sistema di fronte a una situazione così critica.
Dall’altro è estremamente improbabile che un regime di polizia in un paese tecnologicamente evoluto come quello iraniano non sia in grado di bloccare i social media sia in entrata che in uscita.
Non si tratta di semplici filtri (come in Cina) ma di un vero e proprio controllo capillare dei nodi internet, abbastanza diffuso nei regimi totalitari mediorientali e africani, probabilmente basato anche su liste nere.
E’ vero che per usare Twitter non c’è bisogno di passare necessariamete sul suo sito (per cui serve a poco bloccarlo) ma non è vero che il passaggio dati verso il suo sistema, effettuato in mille altri modi, sia virtualmente non individuabile.
Il protocollo utilizzato e liberamente disponibile, così come usato da ogni altro servizio a cui si aggancia, contiene delle “firme” facilmente ritrovabili, se non altro a partire dall’autenticazione dell’utente.
Senza parlare del fatto che controllando i nodi anche i contenuti possono essere letti.
Infine non è molto difficile avere una lista sempre aggiornata di tutti i social network disponibili pubblicamente con le loro caratteristiche peculiari.
E’ naturalmente possibile aggirare anche questi controlli ma d’altro canto i controllori potrebbero decidere facilmente di filtrare i dati, per es. criptati, e si tratterebbe di un capitolo a parte. Quindi se si parla di social network pubblici e disponibili a milioni di persone quello che sta accadendo in Iran è che ne stanno ancora permettendo l’accesso.
Perchè?
Ci possono essere due ipotesi: 1. il regime conta di utilizzare gli stessi social network a suo favore. In questa fase hanno bisogno di non rimanere isolati a livello internazionale (e soprattutto di Lega Araba). Un blocco assoluto dei SN (o addirittura di tutta internet) insospettirebbe molto anche i paesi arabi moderati. Possono usarli, invece, per fare disinformazione (soprattutto nel mondo arabo) e individuare i dissidenti. 2. qualcuno all’interno del regime si sta opponendo. E questo potrebbe essere un segnale. E’ difficile dire cosa stia accadendo davvero ma stavolta bisogna cercare di interpretare anche i dati che provengono dai SN. Il citizen journalism sta dimostrando la sua forza dirompente ma non vorrei che dimostri anche, per la prima volta, di essere in qualche modo manipolabile.

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posted 2 years ago